
Riceviamo un’email dal nostro datore di lavoro che indica che le buste paga sono ora digitalizzate su Arkevia, clicchiamo sul link e ci troviamo su una pagina di accesso senza sapere quale identificativo utilizzare. Questa situazione riguarda migliaia di dipendenti ogni mese, soprattutto durante la prima attivazione. Comprendere la distinzione tra i portali e padroneggiare alcuni riflessi tecnici permette di evitare la maggior parte dei blocchi.
Portale dipendente o portale datore di lavoro: due indirizzi Arkevia da non confondere
La confusione più frequente quando si cerca di accedere al proprio spazio Arkevia deriva da un indirizzo scelto male. Il portale myarkevia.com è riservato ai dipendenti, mentre arkevia.com serve all’amministrazione HR lato azienda. Digitare uno al posto dell’altro rimanda a un modulo di autenticazione che non riconosce gli identificativi.
Concretamente, se si è dipendenti e si vuole consultare le proprie buste paga, è su myarkevia.com che bisogna andare. L’indirizzo arkevia.com riguarda i gestori HR che depositano i documenti nei forzieri dei loro collaboratori.
Troviamo inoltre questa distinzione in una guida per la connessione a Arkevia che dettaglia il percorso per ogni profilo utente.
Attivazione del forziere Arkevia: cosa blocca fin dal primo accesso

L’attivazione iniziale è il momento in cui si presentano la maggior parte dei problemi. Riceviamo un’email di invito inviata dal datore di lavoro tramite la piattaforma Cegedim SRH. Questa email contiene un link di attivazione a uso unico. Se non si clicca entro i termini o se il messaggio finisce nello spam, ci si trova bloccati prima ancora di aver creato la propria password.
Controllare il proprio indirizzo email personale prima di tutto
Il forziere digitale Arkevia è collegato all’indirizzo email personale del dipendente, non a quello professionale. Questo è un punto spesso trascurato durante l’assunzione. Se l’indirizzo fornito al servizio HR contiene un errore di battitura o non è più utilizzato, l’email di attivazione non arriverà mai nel posto giusto.
L’unica soluzione in questo caso è contattare il servizio delle risorse umane per far correggere l’indirizzo nel sistema e poi richiedere un rinvio dell’invito. Non è una manovra che il dipendente può fare da solo dal portale.
Creare una password che rispetti i requisiti di sicurezza
Una volta aperto il link di attivazione, si accede a un modulo di creazione della password. La piattaforma impone criteri di complessità (lunghezza minima, caratteri speciali, mescolanza di maiuscole e minuscole). Se la password scelta viene rifiutata, il modulo lo segnala senza sempre specificare quale criterio manca.
Un riflesso utile: utilizzare un gestore di password per generare e memorizzare una password conforme. In questo modo si evita di doverla reimpostare qualche giorno dopo.
Password dimenticata su MyArkevia: la procedura di reimpostazione
Abbiamo attivato il nostro account mesi fa, non ci siamo mai tornati, e nel momento di recuperare una busta paga, impossibile ricordare la password. Lo scenario è classico.
Sulla pagina di accesso di myarkevia.com, il link “Password dimenticata” attiva l’invio di un email contenente un link temporaneo a uso unico. Questo link ha una durata di validità limitata. Se non lo si utilizza rapidamente, scade e bisogna ripetere la procedura.
- Controllare la cartella spam o posta indesiderata: le email di reimpostazione Arkevia vi finiscono regolarmente, soprattutto su Gmail e Outlook.
- Non cliccare più volte su “Password dimenticata” in rapida successione: ogni richiesta genera un nuovo link e invalida il precedente, creando confusione.
- Se nessuna email arriva dopo diversi tentativi, il problema deriva probabilmente dall’indirizzo associato all’account, e bisogna tornare al servizio HR.

Conservare il proprio accesso Arkevia dopo un cambio di datore di lavoro
È un punto che molti dipendenti scoprono troppo tardi. Il forziere digitale Arkevia è progettato per seguire il dipendente per tutta la carriera, con una conservazione dei documenti annunciata per diversi decenni. Le buste paga depositate da un ex datore di lavoro rimangono accessibili, a condizione che siano soddisfatti due requisiti.
Il primo: aver effettivamente attivato il proprio account durante il periodo di lavoro. Se non si è mai cliccato sul link di attivazione, il forziere esiste tecnicamente ma non si ha accesso. Il secondo: l’indirizzo email personale collegato all’account deve rimanere valido. Se si cambia email senza aggiornare questa informazione, si perde la possibilità di connettersi o di reimpostare la password.
I riscontri variano su questo punto, ma in pratica, il recupero di un accesso perso da diversi anni può rivelarsi complicato, il supporto tecnico richiedendo talvolta documenti di identità.
Double autenticazione Arkevia: cosa cambia nel 2026
Cegedim avrebbe avviato nel 2026 la generalizzazione della doppia autenticazione sugli accessi MyArkevia. Fino ad ora, la connessione si basava su una coppia email e password. L’aggiunta di un secondo passaggio di verifica (codice inviato via SMS o tramite un’app di autenticazione) rafforza la sicurezza dei forzieri digitali.
Per i dipendenti, ciò significa che è necessario associare un numero di telefono mobile al proprio account per non trovarsi bloccati durante la prossima connessione. Se il numero registrato non è più attivo, si ricade nello stesso tipo di blocco di un indirizzo email obsoleto.
- Controllare subito nelle impostazioni del proprio spazio MyArkevia che il numero di telefono sia corretto.
- Preferire un’app di autenticazione piuttosto che l’SMS, che può creare problemi all’estero o in caso di cambio operatore.
- Conservare i codici di emergenza forniti durante l’attivazione della doppia autenticazione in un luogo sicuro.
La gestione degli accessi e la governance della sicurezza rimangono a carico dell’azienda cliente, non del fornitore Cegedim. In altre parole, è il datore di lavoro che decide il livello di sicurezza applicato e il calendario di implementazione della doppia autenticazione per i propri dipendenti. Un dipendente non può attivare questa opzione di propria iniziativa se l’azienda non l’ha ancora implementata.
Mantenere i propri dati aggiornati su MyArkevia, che si tratti dell’indirizzo email o del numero di telefono, rimane il modo più affidabile per evitare un blocco di connessione. È una verifica che richiede due minuti e che evita settimane di procedure con il supporto.